La neonazista Marla-Svenja Liebich fugge dal carcere: polizia in allerta!
Marla Svenja Liebich, neonazista in fuga, accende il dibattito sulla legge sull'autodeterminazione e sulle questioni di sicurezza in carcere.

La neonazista Marla-Svenja Liebich fugge dal carcere: polizia in allerta!
Marla Svenja Liebich, neonazista tedesca, è in fuga da oggi. Avrebbe dovuto scontare la sua pena detentiva di 18 mesi per due capi d'accusa di sedizione nel carcere femminile di Chemnitz, ma Liebich non si è presentata alla detenzione. La sua fuga è stata annunciata tramite un messaggio vocale riprodotto durante un raduno dei suoi sostenitori estremisti di destra. La polizia di Chemnitz conferma che la Liebich è fuggita in un paese terzo e che la sua manifestazione di sostegno è stata poi sciolta. La fuga è stata una sorpresa per le autorità, poiché non era prevista una fuga durante la pena detentiva relativamente breve per questo crimine. Né la sua famiglia né il suo avvocato sono stati informati dei piani di fuga.
Liebich è nota nel panorama estremista di destra e ha avuto diverse condanne prima di essere condannata. L'ultima volta è stata condannata per sedizione e altri crimini nel luglio 2023. Il verdetto è definitivo, sebbene il tribunale regionale superiore di Naumburg abbia annullato parte del verdetto per motivi procedurali, ma ha confermato la condanna per sedizione. Il caso Liebich verrà ora visto anche nel contesto della nuova legge tedesca sull'autodeterminazione, entrata in vigore il 1° novembre 2024. Questa legge facilita il cambiamento dei record di genere ed è stata sfruttata da Liebich dopo aver cambiato nome e sesso attraverso una semplice dichiarazione all'anagrafe.
Discussione sulla legge di autodeterminazione
Il ministro federale dell'Interno Alexander Dobrindt (CSU) chiede una riforma della legge sull'autodeterminazione, che a suo avviso apre la porta agli abusi. Considerando il caso di Liebich, egli vede la necessità di regole chiare per prevenire tali abusi. Dobrindt sostiene che non può essere vero che uno come Liebich, dopo aver cambiato la voce di genere, possa spudoratamente usarlo contro la magistratura.
Anche la ministra della Famiglia Karin Prien (CDU) ha affrontato queste debolezze della legge e ha attirato l'attenzione sul pericolo che tali modifiche possano incoraggiare attività criminali. La SPD, rappresentata da Carmen Wegge, respinge invece le modifiche e punta a un termine di valutazione il 31 luglio 2026. Wegge sottolinea che un ritorno a procedure di valutazione discriminatorie è fuori questione e che le pene detentive sono sempre decisioni individuali.
Il neonazismo in Germania
Il caso di Liebich solleva anche interrogativi sul neonazismo in Germania, un movimento di estrema destra che professa l'ideologia del nazionalsocialismo. I neonazisti si sforzano di stabilire uno stato leader autoritario e spesso usano simboli e slogan nazisti. La propensione alla violenza all’interno di questo gruppo è preoccupantemente elevata e a partire dagli anni ’90 si sono verificati numerosi attacchi violenti. L'Ufficio per la Protezione della Costituzione stima ora il numero dei neonazisti tedeschi a circa 6.000 persone. Questa ideologia non solo contraddice la Costituzione, ma è anche strettamente legata al razzismo, al nazionalismo e all’antisemitismo. Quando si identificano i neonazisti, viene fatta una distinzione tra i “vecchi nazisti” originari e i movimenti più recenti conosciuti come neonazismo dalla fine degli anni ’70.
La fuga di Marla Svenja Liebich non rappresenta solo un problema individuale, ma solleva anche questioni sociali più ampie, soprattutto per quanto riguarda la gestione delle ideologie estremiste di destra in Germania e le mutevoli condizioni quadro causate da leggi come la legge sull'autodeterminazione.